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EAV, Circumvesuviana, la stampa libera e la pubblicità (passando per l’Aidacon)

febbraio 21, 2009

Da qualche tempo, sui giornali di stampa libera (freepress) che vengono distribuiti a Napoli un po’ ovunque, compare una pubblicità di EAV, holding dei trasporti della Regione Campania. Il claim, per chi usufruisce quotidianamente dei servizi di una delle compagnie (Circumvesuviana), può avere davvero il sapore di una beffa: infatti, al centro dell’immagine pubblicitaria, si legge: “IL TRASPORTO PUBBLICO CHE AVANZA”. Se il trasporto pubblico avanza non se n’è accorto nessuno, men che meno nell’ultimo mese: di treni Metrostar se ne vedono pochini (e pare abbiano pochi posti a sedere), la sicurezza delle stazioni è quella che è, i ritardi mattutini sono incredibili, l’affollamento dei vagoni pakistano, la pulizia dai graffiti una inutile battaglia persa in partenza. A tutta questa “eccellenza” (assolutamente da pubblicizzare e far conoscere attraverso utili messaggi pubblicitari), si sono aggiunte le recriminazioni dei macchinisti, che per parecchio tempo (la nostra prima segnalazione risale al giorno 11 di dicembre del 2008) hanno messo in ginocchio gli utenti e sono arrivate alla stampa con un ritardo spaventoso, probabilmente proprio perché gli utenti non sono abituati a vedere il trasporto “avanzare” e si sono assuefatti al servizio per come il servizio si presenta loro (tra le altre cose, avanzare dallo stato attuale delle cose non deve essere poi difficilissimo: è semmai inconcepibile che qualcuno utilizzi spazi pubblicitari per “suggerirlo” a gente che legge quei giornali mentre usufruisce di quei mezzi!). Ma c’è una buona notizia: insomma, ad un certo punto sembrava che della protesta fossero a conoscenza i soli utenti (oltre ai suddetti macchinisti, che magari avevano tutte le ragioni del mondo). Pare, però, che una associazione di consumatori si sia presa la briga di difendere questi utenti che, con i tempi che corrono, non è poco. Apprendiamo da “Il Napoli” di oggi (scaricato un attimo fa direttamente dal sito web) che “dopo l’ennesima giornata di disagi per gli utenti, i legali dell’associazione di consumatori Aidacon, in una nota, si sono detti «pronti ad adire l’autorità giudiziaria competente, al fine di ottenere il giusto risarcimento dei danni subiti dagli utenti della Circumvesuviana»”. Siamo perfettamente d’accordo, ma non perché debbano essere puniti i macchinisti (sarebbe troppo facile). Noi vorremmo che si evitasse di investire tempo nella realizzazione di pubblicità grottesche e lo si investisse, semmai, nel tentare di rendere efficiente un servizio che efficiente non è, in migliori condizioni di lavoro per i dipendenti, in maggiore sicurezza, facendo sì che parta un maggior numero di treni, che non partano treni sovraccarichi, vecchi, lenti, sporchi, con macchinisti incazzati, che non arrivano a destinazione se non in ritardo: un trasporto, insomma, che così com’è non solo non avanza, ma arretra più di quanto immaginavamo fosse possibile arretrare.

il_trasporto_pubblico_avanza

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Ennio, mission is possible!

ottobre 19, 2008

Claudio Velardi, assessore della Regione Campania, ha un blog. Scrive spesso e dice cose che possono essere condivise e possono non esserlo, come in tutte le democrazie che si rispettino. Inoltre, permette che il proprio pensiero venga commentato anche da chi non è d’accordo con quello che dice (immaginiamo nei limiti della decenza, si tratta pur sempre di un blog moderato). Specifichiamo di essere soltanto degli utenti dei trasporti campani e non degli amici di Velardi o un gruppo di tifosi di questa o quella corrente politica.

Vorremmo suggerire a chi si occupa di Trasporti di fare lo stesso, di comunicare meglio, di specificare alla gente cosa si intende fare, di aprire la propria agenda: non può essere messa una distanza tra chi progetta il trasporto e chi ne usufruisce quotidianamente. L’utente, per il quale dovrebbe essere pensato il servizio, non può accontentarsi di sapere che ci sono opere mastodontiche in corso di realizzazione. Queste sono informazioni che possono interessare quel gruppo di appassionati che per proprio diletto riprende con il cellulare il passaggio di un nuovo treno della Circumvesuviana e lo mette online, come si trattasse di un raro animale da immortalare in un safari fotografico.

Gli utenti “veri”, quelli che non guardano al trasporto su rotaia come da piccoli potevamo guardare i Trenini Lima, vogliono sapere quando si starà meno stretti e più sicuri. Quando i treni arriveranno in orario. Quando si smetterà di imbrattare i vagoni con scritte orribili e quando verranno prese contromisure. Quando, ad esempio, ci si chiederà se i trasporti da-e-per il Centro Direzionale siano sufficienti. Quando saranno scritti meglio gli orari pubblicati online. Quando sarà disponibile il sito web di EAVBUS. E così via.

Agli utenti oggi non basta più un sito come questo, né bastano, evidentemente, le risposte delle singole compagnie dei trasporti, che magari neanche arrivano. La gente comune va fatta partecipare, deve poter dire la propria, si deve partire anche dall’analisi di quelli che possono sembrare piccoli problemi quotidiani per arrivare a delle soluzioni che incontrino l’approvazione di chi i trasporti li utilizza, a volte non per la qualità del servizio ma semplicemente perché obbligato. Al di là di ogni polemica.

UPDATE: neanche a farlo apposta, DOPO aver scritto questo post abbiamo rinvenuto su GalassiaReti, sito collegato all’attività di Velardi, questo brano dello stesso Velardi: “Da una parte c’è il sistema: istituzioni lente, la politica distante, i media che si parlano addosso. Dall’altra c’è la società: le imprese che vogliono crescere, le associazioni e i gruppi di interesse, i cittadini spaesati. Due mondi, due centri di attrazione gravitazionale che si allontanano progressivamente. Realtà che non si conoscono, non si incontrano, spesso non si piacciono. Reti esiste per avvicinare questi mondi lontani e farli interagire. Con le armi della conoscenza, della comprensione, del dialogo.”

Chissà che al Velardi-mediatore non riesca la magia (forse banale) di far passare un autobus Napoli-Scafati (ma anche Napoli-Salerno o Napoli-Castellammare) per il Centro Direzionale alle ore 17.40 (come già accade inspiegabilmente alle 15.51).