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Valiante, i pendolari, l’arme e gli amor

luglio 13, 2008

Un utente del blog ci ha segnalato questo articolo apparso sulle “colonne” di salernonotizie.it, seguito portale dell’area salernitana. Riassumiamo per sommi capi la notizia, rimandando per i dettagli alla lettura dell’articolo. Il consigliere regionale Gianfranco Valiante (area PD) ha accolto le istanze di un certo numero di utenti (251 pendolari che hanno firmato una petizione) ed ha chiesto a Trenitalia di rivedere gli orari regionali, che allo stato attuale causano disagi a molte decine di pendolari (lavoratori e studenti, per lo più) che quotidianamente raggiungono Napoli da Salerno e viceversa. Siamo molto grati (da generici utenti dei trasporti campani) al consigliere Valiante di questo interessamento “istituzionale” e ci chiediamo se non valga la pena di segnalargli i due misteri irrisolti di questo blog. Detti misteri -che saremmo disposti a degradare a semplici bizzarrie, se almeno qualcuno provasse a farcene capire il senso- riguardano le autolinee della Circumvesuviana (destinazione Scafati, SA) e quelle della SITA (destinazione Salerno). Tutti i pomeriggi feriali, due autobus (uno dell’una, l’altro dell’altra compagnia) attraversano il Centro Direzionale in orari per lo meno insoliti, al fine di prelevare alcuni fortunati passeggeri. Cosa intendiamo per “orari insoliti”? Intendiamo dire che a quell’ora in molti degli uffici non è ancora terminata la giornata lavorativa. Bene, direte, alle 17.30, al termine della giornata lavorativa, ce ne saranno altri due. Niente di più sbagliato! Gli scafatesi e i salernitani che finiscono di lavorare alle 17.30, per qualche motivo ignoto dovranno prendere due mezzi per rientrare invece di uno, dilatando di molto, tra attese e ritardi (e non parliamo del caldo, sia quello di superficie che quello del sottosuolo), il ritorno a casa. Insomma, è un dato di fatto che il servizio di questi autobus agevoli alcune persone e ne penalizzi delle altre.

Come direbbe Lubrano, sorgono spontanee delle domande: i cittadini hanno o non hanno tutti gli stessi diritti? Gli utenti devono per forza di cose assuefarsi alla mancanza del servizio e organizzarsi come possono oppure hanno una voce? Questa voce conta qualcosa? E a chi rivolgersi per far sì che venga data anche a tutti gli altri lavoratori la possibilità di tornare a casa in tempi ragionevoli (e non sfiorando a volte le due ore)? E’ normale un paese in cui per qualsiasi cosa si debba firmare una petizione? Perché è così complicato arrivare a farsi ascoltare da “chi decide”?

P.S.: nelle ultime ore, sembrerebbe essere stata cancellata da salernonotizie.it la pagina cui rimanda il link fornito in apertura del post. Abbiamo ritrovato grossomodo gli stessi contenuti su TVOggi-Salerno, su Il Denaro e su Metropolis. Ci auguriamo che non spariscano anche questi in tempi brevi.