Posts Tagged ‘Napoli-Salerno’

Ennio, mission is possible!

ottobre 19, 2008

Claudio Velardi, assessore della Regione Campania, ha un blog. Scrive spesso e dice cose che possono essere condivise e possono non esserlo, come in tutte le democrazie che si rispettino. Inoltre, permette che il proprio pensiero venga commentato anche da chi non è d’accordo con quello che dice (immaginiamo nei limiti della decenza, si tratta pur sempre di un blog moderato). Specifichiamo di essere soltanto degli utenti dei trasporti campani e non degli amici di Velardi o un gruppo di tifosi di questa o quella corrente politica.

Vorremmo suggerire a chi si occupa di Trasporti di fare lo stesso, di comunicare meglio, di specificare alla gente cosa si intende fare, di aprire la propria agenda: non può essere messa una distanza tra chi progetta il trasporto e chi ne usufruisce quotidianamente. L’utente, per il quale dovrebbe essere pensato il servizio, non può accontentarsi di sapere che ci sono opere mastodontiche in corso di realizzazione. Queste sono informazioni che possono interessare quel gruppo di appassionati che per proprio diletto riprende con il cellulare il passaggio di un nuovo treno della Circumvesuviana e lo mette online, come si trattasse di un raro animale da immortalare in un safari fotografico.

Gli utenti “veri”, quelli che non guardano al trasporto su rotaia come da piccoli potevamo guardare i Trenini Lima, vogliono sapere quando si starà meno stretti e più sicuri. Quando i treni arriveranno in orario. Quando si smetterà di imbrattare i vagoni con scritte orribili e quando verranno prese contromisure. Quando, ad esempio, ci si chiederà se i trasporti da-e-per il Centro Direzionale siano sufficienti. Quando saranno scritti meglio gli orari pubblicati online. Quando sarà disponibile il sito web di EAVBUS. E così via.

Agli utenti oggi non basta più un sito come questo, né bastano, evidentemente, le risposte delle singole compagnie dei trasporti, che magari neanche arrivano. La gente comune va fatta partecipare, deve poter dire la propria, si deve partire anche dall’analisi di quelli che possono sembrare piccoli problemi quotidiani per arrivare a delle soluzioni che incontrino l’approvazione di chi i trasporti li utilizza, a volte non per la qualità del servizio ma semplicemente perché obbligato. Al di là di ogni polemica.

UPDATE: neanche a farlo apposta, DOPO aver scritto questo post abbiamo rinvenuto su GalassiaReti, sito collegato all’attività di Velardi, questo brano dello stesso Velardi: “Da una parte c’è il sistema: istituzioni lente, la politica distante, i media che si parlano addosso. Dall’altra c’è la società: le imprese che vogliono crescere, le associazioni e i gruppi di interesse, i cittadini spaesati. Due mondi, due centri di attrazione gravitazionale che si allontanano progressivamente. Realtà che non si conoscono, non si incontrano, spesso non si piacciono. Reti esiste per avvicinare questi mondi lontani e farli interagire. Con le armi della conoscenza, della comprensione, del dialogo.”

Chissà che al Velardi-mediatore non riesca la magia (forse banale) di far passare un autobus Napoli-Scafati (ma anche Napoli-Salerno o Napoli-Castellammare) per il Centro Direzionale alle ore 17.40 (come già accade inspiegabilmente alle 15.51).

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Misteri che s’infittiscono: Napoli – Salerno con la SITA dal Centro Direzionale

giugno 21, 2008

Qualche giorno fa, ho parlato di un autobus che si presenta al Centro Direzionale una sola volta di pomeriggio in un orario abbastanza anomalo, dato che in molti degli uffici presenti nell’area si finisce di lavorare tra le 17.30 e le 18.00. Sinceramente, credevo che il caso fosse destinato a rimanere isolato. Invece, pare non sia così. Stando a questo orario, alle ore 16.10 un autobus della SITA preleva qualcuno dal Centro Direzionale (immagino in via Taddeo da Sessa) e lo conduce direttamente a Salerno. Riformulo qui le domande pubblicate nel primo post perché nel frattempo non hanno trovato una risposta.

  1. Per quale motivo non far passare questo autobus anche tra le ore 17.30 e le ore 18.00?
  2. Tenuto conto che molti sono abbonati (Unico Campania), è giusto complicare la vita di questi utenti?
  3. A chi serve l’autobus delle 16.10?

Arrivare a casa con un solo mezzo (senza essere costretti a cambiare) semplifica la vita dell’utente. Ecco perché non riesco a capire per quale motivo l’utente delle 16.10 (o delle 15.51) riesca ad arrivarci in una sola corsa e quello delle 17.30 sia costretto a cambiare mezzo, non solo tornando a casa più tardi (mi riferisco ovviamente ai tempi di attesa, alle coincidenze perse, ecc.ecc.) ma arrivandoci anche in maniera più scomoda. E di certo gli utenti non mancano alle 17.30!

A3, andata e ritorno (in compagnia) – parte I

giugno 19, 2008

Puoi incontrarli al mattino presto percorrendo l’autostrada Salerno-Napoli e alla sera nel senso di marcia opposto. Al principio sono un punto interrogativo, poi uno zaino o una borsa, poi una figura intera. Si trovano in prossimità delle uscite autostradali, in piedi oppure seduti sui guard-rail di alcune piazzole; spesso guardano in direzione opposta al senso di marcia, in attesa della sagoma familiare dell’automobile che li preleverà. Sono lavoratori che si recano a Napoli o nell’hinterland napoletano assieme a loro colleghi o amici, condividendo un pezzo di strada. Con ogni probabilità, si trovano lì per risparmiare, evitando in questo modo il pagamento del pedaggio e dando a chi si trova al volante la possibilità di dividere le spese per il carburante. Onestamente, non so se sia legale farsi trovare sull’autostrada, ma non è questo il punto. Il punto è che il sistema che hanno spontaneamente adottato potrebbe in qualche modo essere incentivato, favorito e regolarizzato. In una città complessa come Napoli, infatti, il car-pooling potrebbe rappresentare una maniera per togliere molte auto semivuote dalla strada, ottimizzando i trasporti e riducendo l’inquinamento. Non di rado, però, capiterà che i posti disponibili in auto siano tre e che ci siano tre persone da prelevare in tre comuni diversi corrispondenti a tre diversi caselli autostradali. Dunque, al costo del carburante andrà aggiunto il costo dei tre pedaggi autostradali e il “passaggio” a Napoli alla fine costerà molto di più dell’utilizzo dei mezzi pubblici: in poche parole, non sarà più conveniente. I lavori per la terza corsia della A3 mi fanno venire in mente che forse non sarebbe poi così difficile realizzare in punti specifici delle aree dedicate cui i lavoratori possano accedere gratuitamente e -in tutta sicurezza- attendere l’arrivo dei propri colleghi.