Posts Tagged ‘lavoratori’

Lavoratori vs Viaggiatori

dicembre 14, 2008

Interessante questa discussione che sta avendo luogo su Circumvesuvianando, blog tenuto da dipendenti della Circumvesuviana. Da una parte ci sono le ragioni dei viaggiatori, dall’altra quelle dei lavoratori.

Sintetizziamo le due posizioni in questo modo.

I viaggiatori:
1. se la prendono con i lavoratori per la modalità che hanno scelto per protestare contro la propria società;
2. si lamentano del fatto che il servizio è già carente di suo (ci manca solo che non funzioni proprio più);
3. lamentano la propria condizione: l’utente dei treni Circumvesuviana non appartiene ad un ceto differente da quello di macchinisti e autisti;
4. fanno presente che questo tipo di protesta danneggia esclusivamente i viaggiatori;
5. fanno presente che non vi è quasi traccia, su quotidiani e su Internet di quello che hanno fatto;
6. fanno presente che quel giorno non era sciopero;

Condividiamo (e lo abbiamo detto nel post precedente) quanto pensano i viaggiatori ma non possiamo non elencare le ragioni dei lavoratori che, a quanto pare:

1. sanno dello straordinario poco prima della partenza del treno;
2. vivono una situazione di straordinario “perenne”, cui alcuni si sono assuefatti. Di fatto, potrebbe essere assunto altro personale, ma pare che questa ipotesi non sia percorribile;

La nostra idea, lo ribadiamo, è che il tipo di protesta vada a danno esclusivo dei viaggiatori e non arrivi alle “alte sfere”, sia perché i giornali ne fanno un trafiletto, sia perché la somma dei singoli utenti che firmano sul “registro delle proteste” di Circumvesuviana non rappresenta chissà quale forza. Insomma, finisce per essere una protesta dei lavoratori contro i viaggiatori!

Certo, ci sembra abbastanza singolare il fatto che, mentre i giornali free-press ed Internet vengono inondati di pubblicità che mostrano i nuovi treni, di foto che mostrano il taglio di nastri e di articoli che parlano del treno “Metrostar”, la realtà di Circumvesuviana continui ad essere fatta di situazioni interne come quella che hanno evidenziato i suoi lavoratori e di disagi come quelli che noi viaggiatori abbiamo vissuto il giorno 11, di vecchi treni riempiti alla Pakistana, di ritardi, di graffiti, di scarsa sicurezza, di orari da riorganizzare.

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Da A&R a Circumvesuvianando, viaggio dalla carta al web

luglio 19, 2008

Avevamo pensato di intervistare i redattori del bel blog Circumvesuvianando ma, una volta giunto il nostro “questionario”, esso è stato quasi per intero girato “per competenza” a chi, all’interno dell’azienda Circumvesuviana, è in grado di rispondere alle nostre domande “con la opportuna perizia”. Ci aggrappiamo a quel “quasi per intero” per offrirvi un assaggio dell’intervista, che sarà pubblicata nei prossimi post. Per intanto ringraziamo gioNa per la disponibilità e la cortesia.

Come nasce Circumvesuvianando? Quale era il suo spirito iniziale? Cosa spinge i lavoratori di Circumvesuviana nel mondo di Internet?

Posso rispondere (…) alla prima delle vostre domande in quanto “fondatore” e responsabile del blog. Circumvesuvianando nasce dall’idea di sostituire in qualche modo un giornalino rigorosamente cartaceo A&R (andata e ritorno) che è stato per diversi anni presente nella nostra azienda. Un giornalino realizzato da dirigenti della Circumvesuviana (Ing. Arturo Borrelli) e della cui redazione ho avuto il piacere di far parte. Per motivi economici, le pubblicazioni di tale periodico, al quale potevano partecipare i lavoratori circum attraverso l’invio di articoli, lettere, segnalazioni e quant’altro, sono di colpo cessate. Da qui l’idea del blog. Un tentativo di recuperare almeno “la voce” dei lavoratori e perché no, ogni tanto anche quella di qualche dirigente. Il blog è prettamente un riferimento per i lavoratori ma sappiamo che molti tra funzionari e dirigenti non disdegnano di dare una sbirciata. Lo spirito è quello di dare la possibilità ai lavoratori di dire la propria su ogni argomento riguardante l’Azienda ma anche al di fuori di essa, di fare proposte, di pubblicare proprie cose (poesie, racconti, foto ecc.). Insomma un modo per farsi sentire e partecipare. Non mancano i “dibattiti” tra i vari commentatori che lasciano in calce ai post le proprie considerazioni.

Non resta, dunque, che inserire l’indirizzo del blog tra i preferiti, cosa che facciamo anche noi, inserendolo nella colonna a destra del nostro blog.

A3, andata e ritorno (in compagnia) – parte I

giugno 19, 2008

Puoi incontrarli al mattino presto percorrendo l’autostrada Salerno-Napoli e alla sera nel senso di marcia opposto. Al principio sono un punto interrogativo, poi uno zaino o una borsa, poi una figura intera. Si trovano in prossimità delle uscite autostradali, in piedi oppure seduti sui guard-rail di alcune piazzole; spesso guardano in direzione opposta al senso di marcia, in attesa della sagoma familiare dell’automobile che li preleverà. Sono lavoratori che si recano a Napoli o nell’hinterland napoletano assieme a loro colleghi o amici, condividendo un pezzo di strada. Con ogni probabilità, si trovano lì per risparmiare, evitando in questo modo il pagamento del pedaggio e dando a chi si trova al volante la possibilità di dividere le spese per il carburante. Onestamente, non so se sia legale farsi trovare sull’autostrada, ma non è questo il punto. Il punto è che il sistema che hanno spontaneamente adottato potrebbe in qualche modo essere incentivato, favorito e regolarizzato. In una città complessa come Napoli, infatti, il car-pooling potrebbe rappresentare una maniera per togliere molte auto semivuote dalla strada, ottimizzando i trasporti e riducendo l’inquinamento. Non di rado, però, capiterà che i posti disponibili in auto siano tre e che ci siano tre persone da prelevare in tre comuni diversi corrispondenti a tre diversi caselli autostradali. Dunque, al costo del carburante andrà aggiunto il costo dei tre pedaggi autostradali e il “passaggio” a Napoli alla fine costerà molto di più dell’utilizzo dei mezzi pubblici: in poche parole, non sarà più conveniente. I lavori per la terza corsia della A3 mi fanno venire in mente che forse non sarebbe poi così difficile realizzare in punti specifici delle aree dedicate cui i lavoratori possano accedere gratuitamente e -in tutta sicurezza- attendere l’arrivo dei propri colleghi.