Posts Tagged ‘Centro Direzionale’

Altre 10 domande alla Circumvesuviana

settembre 20, 2009

1. Cosa fa Circumvesuviana o può fare contro il problema del sovraffollamento?

2. Su cosa si basa Circumvesuviana per contare il numero degli utenti a bordo di un treno?

3. Ha idea Circumvesuviana di quanti sono i viaggiatori che salgono in una certa stazione per prendere un treno in una certa direzione ad una certa ora?

4. Si è mai pensato di prendere accordi con EAVBUS per inviare autobus nelle ore di maggiore affollamento a supporto della clientela presso alcune importanti stazioni (Sorrento, Castellammare, Torre Annunziata, San Giorgio, Centro Direzionale, …)?

5. Cosa si voleva dimostrare con la sperimentazione del treno mattutino Sorrento-Napoli? E si è riusciti a dimostrarlo?

6. Con i nuovi treni, data la loro maggiore potenza, cambieranno anche gli orari?

7. Molti impiegati del Centro Direzionale escono da lavoro alle ore 17.30: per lei è ipotizzabile che (s’immagini d’estate e con un po’ di pancetta) riescano a raggiungere un treno che passa alle 17.34?

8. E’ ipotizzabile in futuro un treno direttissimo che alle 17.40 passi per il Centro Direzionale e si diriga a Sorrento?

9. I treni vecchi saranno mai dotati di condizionatori d’aria e di finestrini (o altro dispositivo) che assicurino un migliore ricambio di aria?

10. A cosa è dovuto il fenomeno, sperimentato da qualche utente, del treno che arriva più “corto”? Mancano le carrozze?

Continuate così

giugno 27, 2009

Lodevole iniziativa di Circumvesuviana quella di istituire, per ora in forma sperimentale, un treno che da Sorrento raggiunga il Centro Direzionale senza il cambio a Piazza Garibaldi. In realtà, come si vede dalla pagina linkata, si tratta di due treni: il 1014 parte da Sorrento alle 7.09 e giunge (comunque) a Porta Nolana alle ore 8.13, il 1053 parte da Napoli alle 17.00 ed arriva a Sorrento alle 18.04. Il nostro augurio è che la (intelligente) sperimentazione vada a buon fine, di modo che possano essere aggiunti altri treni in altri orari, come ad esempio un 17.40 da Porta Nolana (Piazza Garibaldi 17.42, Centro Direzionale, 17.44) e che vengano comunque confermati i treni che fanno la tratta tradizionale, nella speranza che il numero degli utenti possa essere suddiviso su più corse. Continuate così!

Ennio, mission is possible!

ottobre 19, 2008

Claudio Velardi, assessore della Regione Campania, ha un blog. Scrive spesso e dice cose che possono essere condivise e possono non esserlo, come in tutte le democrazie che si rispettino. Inoltre, permette che il proprio pensiero venga commentato anche da chi non è d’accordo con quello che dice (immaginiamo nei limiti della decenza, si tratta pur sempre di un blog moderato). Specifichiamo di essere soltanto degli utenti dei trasporti campani e non degli amici di Velardi o un gruppo di tifosi di questa o quella corrente politica.

Vorremmo suggerire a chi si occupa di Trasporti di fare lo stesso, di comunicare meglio, di specificare alla gente cosa si intende fare, di aprire la propria agenda: non può essere messa una distanza tra chi progetta il trasporto e chi ne usufruisce quotidianamente. L’utente, per il quale dovrebbe essere pensato il servizio, non può accontentarsi di sapere che ci sono opere mastodontiche in corso di realizzazione. Queste sono informazioni che possono interessare quel gruppo di appassionati che per proprio diletto riprende con il cellulare il passaggio di un nuovo treno della Circumvesuviana e lo mette online, come si trattasse di un raro animale da immortalare in un safari fotografico.

Gli utenti “veri”, quelli che non guardano al trasporto su rotaia come da piccoli potevamo guardare i Trenini Lima, vogliono sapere quando si starà meno stretti e più sicuri. Quando i treni arriveranno in orario. Quando si smetterà di imbrattare i vagoni con scritte orribili e quando verranno prese contromisure. Quando, ad esempio, ci si chiederà se i trasporti da-e-per il Centro Direzionale siano sufficienti. Quando saranno scritti meglio gli orari pubblicati online. Quando sarà disponibile il sito web di EAVBUS. E così via.

Agli utenti oggi non basta più un sito come questo, né bastano, evidentemente, le risposte delle singole compagnie dei trasporti, che magari neanche arrivano. La gente comune va fatta partecipare, deve poter dire la propria, si deve partire anche dall’analisi di quelli che possono sembrare piccoli problemi quotidiani per arrivare a delle soluzioni che incontrino l’approvazione di chi i trasporti li utilizza, a volte non per la qualità del servizio ma semplicemente perché obbligato. Al di là di ogni polemica.

UPDATE: neanche a farlo apposta, DOPO aver scritto questo post abbiamo rinvenuto su GalassiaReti, sito collegato all’attività di Velardi, questo brano dello stesso Velardi: “Da una parte c’è il sistema: istituzioni lente, la politica distante, i media che si parlano addosso. Dall’altra c’è la società: le imprese che vogliono crescere, le associazioni e i gruppi di interesse, i cittadini spaesati. Due mondi, due centri di attrazione gravitazionale che si allontanano progressivamente. Realtà che non si conoscono, non si incontrano, spesso non si piacciono. Reti esiste per avvicinare questi mondi lontani e farli interagire. Con le armi della conoscenza, della comprensione, del dialogo.”

Chissà che al Velardi-mediatore non riesca la magia (forse banale) di far passare un autobus Napoli-Scafati (ma anche Napoli-Salerno o Napoli-Castellammare) per il Centro Direzionale alle ore 17.40 (come già accade inspiegabilmente alle 15.51).

Istruzioni per perdersi

settembre 2, 2008

Forse a qualcuno di voi è capitato di andare alla Camera di Commercio al Centro Direzionale a Napoli. Ora, non tutti quelli che ci vanno conoscono la zona. Ma, proprio da quelle parti, incontreranno questo cartello. Cos’ha di strano?

La freccia destra punta all’isola C: giusto.
La freccia sinistra punta all’isola F8: sbagliato.
Ci si trova su Viale della Costituzione: giusto.
La seconda freccia sinistra indica la stazione dei Treni della Circumvesuviana: sbagliato.

Insomma, il cartello dal pesante basamento andrebbe messo in diagonale. La cosa più comica, se vogliamo, è che, messo così, il cartello indica un altro cartello che sta esattamente di fronte: le indicazioni contenute in QUEL cartello sono, invece, giuste. Messa così, sarebbe meglio che su questo cartello ci fosse scritto: guardate l’altro!   🙂

L’impiegato delle 17.30, caso 1

agosto 31, 2008

Negli ultimi giorni, anche partecipando a discussioni in alcuni forum dedicati ai trasporti locali, ci siamo resi conto che è possibile scrivere un post “cumulativo”, che in qualche modo riassuma la situazione vissuta da una categoria di utenti a noi diventata insospettabilmente cara: quella dell’impiegato del Centro Direzionale che termina il proprio orario lavorativo alle ore 17.30.

Caso 1

L’impiegato che deve raggiungere Scafati, Torre Annunziata (e le altre destinazioni eventualmente coperte dall’autobus Napoli-Scafati)

1) scopre che esiste un autobus che passa per il Centro Direzionale e va direttamente a Scafati e a Torre Annunziata senza cambiare, ma lo fa in un orario precedente alla sua uscita (le 15.51), forse perché è pensato per l’utenza in uscita dagli uffici pubblici (ma su questo non potremmo giurarci);

2) pensa a soluzioni alternative e scopre che i mezzi più immediatamente reperibili nelle vicinanze (e che, però, NON gli assicurano l’arrivo in una unica corsa) sono due: il C40 dell’ANM ed i treni della Circumvesuviana. Tralasciamo l’andare a piedi e i taxi per motivi di tempo e costi;

3) si informa sul C40 ma gli orari online non sono in grado di dire a che ora precisamente passerà l’autobus. Poiché viene indicata una periodicità media, è per l’impiegato impossibile progettare il passaggio successivo;

4) si rivolgerà dunque ai treni della Circumvesuviana, che non lo porteranno direttamente a destinazione: ci sarà da cambiare a Piazza Garibaldi. Non solo: il passaggio del treno è previsto per le 17.34 ma, tenuto conto del tempo preso dal timbrare il cartellino, prendere l’ascensore, raggiungere la fermata e prendere il treno, quest’ultimo sarà perso tre volte su quattro perché 3 minuti e mezzo spesso non gli saranno sufficienti;

5) penserà allora di attendere la corsa successiva, che certamente riuscirà a prendere, con cambio a Piazza Garibaldi alle 17.56 (cioè, l’utente ha già perso, dal momento in cui poteva uscire dall’ufficio, la bellezza di 26 minuti e il grosso del viaggio non è ancora cominciato. Purtroppo, si deve per forza cambiare, non esistono corse dirette senza cambio a Piazza Garibaldi).
Mediamente, se assistito dalla fortuna, l’impiegato impiegherà (pardon) oltre un’ora (non per arrivare a casa sua, ma alla stazione della Circumvesuviana più vicina);

6) all’impiegato suddetto potrebbe venire un colpo di genio: può arrivare con la Circumvesuviana a Piazza Garibaldi e uscire dalla porticina su via Galileo Ferraris. A volte troverà un autobus che riuscirà a portarlo a casa in virtù del fatto che si tratta di un autobus probabilmente in ritardo di cui il più delle volte vedrà la “coda”: insomma, non è affidabile come soluzione quotidiana;

7) colto da un ulteriore colpo di genio, l’impiegato penserà di poter associare alla corsa in Circumvesuviana un treno delle Ferrovie dello Stato che parte alle ore 17.48. Questo presume che l’utente sia riuscito a prendere il treno delle 17.34 (cioè correndo come un matto, vedi punto 4), perché se riuscisse a prendere quello delle 17.42 (che dovrebbe essere in orario come minimo) avrebbe poi un paio di minuti per raggiungere il treno sul binario. Va detto che proprio alle 17.42 parte un treno abbastanza veloce da Piazza Garibaldi verso la sua destinazione: in via teorica se ce la facesse alle 17.34 ed il primo treno non fosse in ritardo potrebbe aspirare a prendere un treno da piazza Garibaldi alle 17.42. In via teorica, appunto;

Questi 7 punti, lo ricordiamo, sono generati da un’unica circostanza: probabilmente nessuno ha pensato che basterebbe far passare di nuovo l’autobus Napoli-Scafati intorno alle ore 17.40, esattamente come ce n’è uno che, senza grandi difficoltà, passa alle 15.51.

Per quale motivo “gli utenti delle 17.30” non ricevono un servizio uguale a quello degli utenti che prendono il Napoli-Scafati alle 15.51, pur pagando un abbonamento e un biglietto venduto loro alla stessa cifra?

Postilla al post precedente

agosto 12, 2008

L’amministratore di Centrodirezionale.info riferisce di ricevere telefonate di persone che gli chiedono a che ora chiuda il Centro Direzionale, come se si trattasse di un Centro Commerciale e non di un quartiere di Napoli. La nostra domanda è: se questo è un quartiere di Napoli, siamo sicuri di averlo ben collegato al resto della città (e alla provincia)? A volte sembra che per il solo fatto di aver dato ad utenti generici e lavoratori il C40 e la possibilità di raggiungere in treno la “porticina” della Circumvesuviana che si trova su Via Galileo Ferraris, si sia risolto il problema dei trasporti. Beh, le cose non stanno esattamente così e i collegamenti assicurati a taluni utenti potrebbero essere estesi a tanti altri utenti. E poi, ci spiegate come sia possibile che a chi tutti i giorni si reca da Scafati (o da un paese vesuviano) a Napoli per motivi di lavoro debba essere assicurato un servizio di autobus così limitato (con un numero di massimo di 2 corse che attraversano il Centro Direzionale durante la giornata) e, niente di meno, esiste questo numero di corse per chi si reca per divertimento al Vulcano Buono?

Non potremo sempre nascondere paradossi di questo tipo dietro il fatto che “qui le cose funzionano così”, eternamente ricordando a noi stessi che “siamo a Napoli, e che ci vuoi fare”. NapoliTrasporti è per migliorare le cose, non per tirare a campare.

A casa a Castellammare con salti in lungo da Olimpiadi

agosto 10, 2008

Supponiamo che sia 25 agosto (un giorno d’estate qualunque) e che voi siate un lavoratore impiegato al Centro Direzionale che termina le proprie 8 ore lavorative alle ore 17.30. Supponiamo che dobbiate raggiungere Castellammare di Stabia. Non esistendo alcun autobus che faccia al caso vostro, decidete di prendere un treno della Circumvesuviana, sfidando la calura, l’eventuale calca, la vostra stessa stanchezza. Facciamo finta che, come molti impiegati, voi abbiate un cartellino da timbrare, uno o più ascensori da prendere, portoni da aprire, oltre ad un numero indefinito di metri da percorrere, a seconda di dove si trovi il vostro ufficio rispetto alla stazione delle Circumvesuviana. Bene: se voi riuscite entro 3 minuti e mezzo a fare tutto questo, forse potete prendere il treno delle 17.34, con cambio a Piazza Garibaldi alle ore 17.43, arrivando (teoricamente) a Castellammare alle 18.16.

Perché forse? Perché le possibilità sono quattro:

1. voi e il primo treno siete in orario (voi alla fermata del Centro Direzionale, il treno alla stessa fermata);
2. voi non siete in orario e il treno sì;
3. voi siete in orario e il treno no;
4. né voi, né il treno siete in orario;

Nel caso (1), se il treno è in orario, se va alla giusta velocità e ci mette 4 minuti per raggiungere Piazza Garibaldi, avete buone possibilità di cambiare e di prendere la coincidenza delle 17.43 (per arrivare a destinazione alle 18.16).

Il problema è che a causa dei tempi stretti stabiliti da questi orari, spesso e volentieri cadrete negli altri tre casi, con possibilità di recupero davvero poco confortanti, per non dire avvilenti: difatti, alle 17.49 e alle 18.04 arriveranno altri due treni, entrambi con cambio a Piazza Garibaldi alle ore 18.11 (arrivo presunto del treno a Castellammare di Stabia: ore 18.57).

Estratto dagli orari della Circumvesuviana

In conclusione, se perdete l’impossibile treno delle 17.34, avete buone possibilità di essere a casa vostra, a 30 km da dove siete partiti, in circa 2 ore tra treni, cambi e strada da percorrere dopo aver lasciato la stazione di arrivo.

Tutto questo è poco efficiente e nella nostra opinione di utenti male organizzato, oltre che pensato per un utente misterioso (ma sicuramente molto atletico).

Pattuglie senza casco

giugno 24, 2008

Fin dal 30 marzo del 2000 (per effetto della Legge 7-12-99 n.472 art. 33) l’uso del casco è diventato obbligatorio per tutti i conducenti di ciclomotori e motocicli, indipendentemente dalla loro età. In questi giorni sono stato al Centro Direzionale ed ho notato che gli uomini delle “pattuglie” della sicurezza (che credo facciano capo alla GESECEDI, ma potrei sbagliarmi) circolano privi di casco su quelli che apparentemente si direbbero dei ciclomotori di cilindrata 50. Quale è la legge che lo consente?

Misteri che s’infittiscono: Napoli – Salerno con la SITA dal Centro Direzionale

giugno 21, 2008

Qualche giorno fa, ho parlato di un autobus che si presenta al Centro Direzionale una sola volta di pomeriggio in un orario abbastanza anomalo, dato che in molti degli uffici presenti nell’area si finisce di lavorare tra le 17.30 e le 18.00. Sinceramente, credevo che il caso fosse destinato a rimanere isolato. Invece, pare non sia così. Stando a questo orario, alle ore 16.10 un autobus della SITA preleva qualcuno dal Centro Direzionale (immagino in via Taddeo da Sessa) e lo conduce direttamente a Salerno. Riformulo qui le domande pubblicate nel primo post perché nel frattempo non hanno trovato una risposta.

  1. Per quale motivo non far passare questo autobus anche tra le ore 17.30 e le ore 18.00?
  2. Tenuto conto che molti sono abbonati (Unico Campania), è giusto complicare la vita di questi utenti?
  3. A chi serve l’autobus delle 16.10?

Arrivare a casa con un solo mezzo (senza essere costretti a cambiare) semplifica la vita dell’utente. Ecco perché non riesco a capire per quale motivo l’utente delle 16.10 (o delle 15.51) riesca ad arrivarci in una sola corsa e quello delle 17.30 sia costretto a cambiare mezzo, non solo tornando a casa più tardi (mi riferisco ovviamente ai tempi di attesa, alle coincidenze perse, ecc.ecc.) ma arrivandoci anche in maniera più scomoda. E di certo gli utenti non mancano alle 17.30!

Napoli – Scafati

giugno 13, 2008

Premetto che il post è ispirato ad un thread aperto da un utente su italia.napoli.discussioni. C’è un autobus che tutti i giorni viaggia da Napoli a Scafati. Per due sole volte ferma ANCHE al Centro Direzionale: la mattina presto (verso le 7 e 30) e nel pomeriggio. Ci si aspetterebbe che la seconda delle due volte, l’autobus (delle autolinee della Circumvesuviana) passasse tra le 17.30 e le 18.00, grossomodo gli orari in cui i dipendenti di molti degli uffici della zona terminano la propria giornata lavorativa. E invece, sorpresa, il bus passa “comodamente”(!) alle ore 15.51, costringendo gli utenti che volessero arrivare a Scafati a raggiungere (ad esempio con il C40 della ANM) la stazione di Porta Nolana (dove potranno attendere il bus che NON passa per il Centro Direzionale). In alternativa, l’utente potrà scegliere tra due treni della Circumvesuviana (con almeno un cambio) o una combinazione di autobus e treno. Per quale motivo non far passare questo autobus anche alle ore 18.00? Tenuto conto che molti sono abbonati (Unico Campania), che senso ha complicare la vita dell’utente? A chi serve l’autobus delle 15.51?