Petizione contro EAVBUS a Sant’Agnello

dicembre 11, 2010

Riportiamo quanto evidenziato da Salvatore Caputo sulle pagine web di Politica In Penisola, dove l’incresciosa situazione in cui EAVBUS ha lasciato la clientela ha fatto sì che quest’ulima passasse alle vie di fatto:

SANT’AGNELLO – Petizione contro il mal funzionamento dei servizi pubblici. E’ l’iniziativa presa dagli abitanti dei Colli di San Pietro e Colli di Fontanelle che esausti della linea a singhiozzi del trasporto pubblico della società EAVBUS, ha deciso di prendere carta e penna e scrivere un reclamo per un problema che affligge residenti dal 14 Settembre. Il servizio pubblico pare funzioni durante la settimana, ma è  interrotto nei giorni festivi. La  regolarità  è solo garantita da una prenotazione eseguita  il giorno prima alla  società EAVBUS con richiesta verbale o scritta, in caso contrario  il turno pomeridiano e serale è sospeso. La petizione che ha oramai raccolto centinaia di firma così recita: “I sottoscritti sono tutti utenti del servizio pubblico che hanno contratto abbonamento  con la società EAVBUS, relativamente al servizio effettuato prevalentemente in Penisola sorrentina. Purtroppo è dal 14 settembre 2010 che il servizio pubblico dei trasporti non funziona regolarmente. Tale disfunzione sembrerebbe determinata anche da rivendicazioni sindacali degli autisti, i quali si rifiutano di effettuare  lo straordinario per protesta contro l’azienda, che non retribuisce in maniera adeguata tale prestazione di lavoro secondo quanto dichiarato dai dipendenti. A seguito di tale fatto vengono a mancare interi turni di lavoro con la conseguente cancellazione delle corse degli autobus per ore della giornata, il tutto senza nessun preavviso dell’utente. Tale disagio è per tutta la Penisola sorrentina”. La petizione, inoltre continua ed è diretta anche dall’impiego di autobus di linea della società  EAVBUS definiti inadeguati, perpetuando continui disagi ai  pendolari. I disservizi derivano dall’insufficienza dei posti a sedere degli autobus rispetto alla quantità dei passeggeri e che obbliga ai passeggeri  delle frazioni collinari a non poter usufruire di un loro diritto. Un grande problema, inoltre , riguarda la linea Piano di Sorrento – Sant’Agata, infatti vi è un solo pullman che percorre tale tragitto con tre turni. “Quando viene soppresso un turno – continua la petizione – senza preavviso, non c’è più un collegamento per oltre cinque/sei ore. Tale situazione ovviamente crea notevoli e gravi disagi a tutti gli utenti, in particolare agli studenti ed ai lavoratori che restano per  strada anche nelle ore notturne senza la possibilità di usufruire di un servizio pubblico alternativo. Molti turni  serali sono saltati creando disagi ai viaggiatori e  per elencarne qualcuno si inizia dal 23- 24 settembre sino alla settimana scorsa”. Questa è l’unica linea che collega Colli di San Pietro e Colli di Fontanelle arrivando a Sant’Agata. Si tratta indubbiamente di un  disagio particolarmente scomodo che si ripete ogni giorno festivo perché il servizio,  previa prenotazione telefonica il giorno prima, non garantisce le corse. “Ritengo – commenta un abitante santanellese Francesco Sabbatinonon istituzionalmente corretto che una società che gestisce un servizio pubblico possa non prestare la giusta e doverosa attenzione verso le realtà locali presso cui le stesse effettuano un servizio. A riguardo si fa presente che il servizio di trasporto è pubblico ed in quanto tale deve essere assicurato ai passeggeri sette giorni su sette senza necessità di una richiesta preventiva, ma assicurare il servizio così come previsto nel D.M. Trasporti.  Noi viaggiatori – conclude Sabbatino – chiediamo rispetto perchè ogni mese paghiamo un abbonamento che in questo momento serve a poco per tutte le volte che si aspetta un pullman che non passa”.

Telepass Napoli-Salerno: a chi conviene il pedaggio differenziato?

novembre 15, 2010

La tariffa in vigore è di 1,60 euro, la massima a quanto pare sarà di 2: quindi, Napoli-Salerno costerà 2 euro. Ciò vuol dire che tutti i pendolari che faranno Salerno-Napoli avranno una botta di 0,80 euro al giorno che in 20 giorni lavorativi (arrotondati per difetto) sono la bellezza di 16 euro (per fare lo stesso identico tratto di strada con tutti i problemi che questo ha). Inoltre, forse ricordiamo male, si era detto inizialmente che la tariffa massima sarebbe stata equivalente al pedaggio attuale: sembrerebbe, però, che non sia così. Ciò potrebbe voler dire che l’utente di Castellammare di Stabia (ad esempio) pagherà per raggiungere Napoli più di quanto paga adesso. Ma allora questo pedaggio differenziato a chi conviene? Chi avvantaggia? Sembra disegnato contro le tasche di molti utenti, oltretutto in un periodo di forte crisi. E quali altri mezzi avrebbero gli utenti per raggiungere Napoli? Ci si aspetterebbe come minimo potenziamenti nei trasporti pubblici ma nulla di tutto ciò viene menzionato: qui si ritiene che la gente vada semplicemente spremuta, tanto non può fare a meno di andare a lavorare e la strada statale ed il sovraccarico di alcuni mezzi pubblici sono di per sé deterrenti. Anzi, non solo la gente va a lavorare lontano da casa, ma deve essere anche tartassata maggiormente, come se non bastasse… La cosa, infatti, sembrerebbe favorire chi deve andare da Nocera ad Angri (o da Torre Annunziata a Torre del Greco), ad esempio: ma, in tutta onestà, quanti saranno mai questi casi? Vogliamo fare uscire delle cifre serie e facciamo vedere quanta gente ogni giorno si reca a Napoli-città o comunque fa percorsi lunghi? Associazioni dei consumatori dove siete? Se sono vere le fasce qui riportate secondo noi dovreste fare qualcosa… in fretta…

Terzignesi vs pendolari: cui prodest?

novembre 4, 2010

Da Torresette, periodico online di informazione locale:

“I binari della Circumvesuviana, all’altezza della stazione di Trecase, sono stati occupati pochi minuti fa, da un gruppo di manifestanti che protesta contro gli sversamenti di Cava Sari a Terzigno. I treni che provengono da Napoli sono bloccati nella stazione di Leopardi mentre quelli in arrivo dagli altri due terminali (Sorrento e Poggiomarino) si fermano a Torre Annunziata. Naturalmente vengono registrati evidenti disagi per i numerosi pendolari che nelle ore del tardo pomeriggio utilizzano una tratta ferroviaria così importante come la Circumvesuviana.
Non si placa, dunque, la protesta dei cittadini vesuviani che con l’occupazione della stazione di Trecase ha, di fatto, allargato i confini delle manifestazioni di dissenso finora relegati all’oramai famosa “rotonda sul male””

God save Circumvesuviana

ottobre 10, 2010

Il viaggiatore che di treni non capisce niente capisce solo che il treno si è fermato (e il danno che questo fatto ha causato alla propria giornata e a quella di altri, considerata l’ora di ripresa della circolazione). Lo stesso viaggiatore che ieri credeva che un treno potesse surriscaldarsi in determinate condizioni non capisce come sia possibile che il treno sia andato a fuoco già alla seconda fermata, presumibilmente dopo essere stato fermo tutta la notte. God save Circumvesuviana.

UnicoCampania e la rivolta degli utenti

ottobre 6, 2010

Dalla pagina locale di Repubblica.it a firma di Patrizia Capua:

Cittadini campani penalizzati e in rivolta contro l’abolizione decisa dal Consorzio Unico Campania, dell’abbonamento annuale e mensile integrato per bus, metropolitane, treni e funicolari. Il grido di allarme viene da istituzioni e utenti, studenti e lavoratori dipendenti.

L’Unione degli studenti e Link coordinamento universitario manifestano «dissenso e indignazione. È l’ennesimo colpo – affermano – che la popolazione campana deve incassare». Scompare un servizio «indispensabile» per tanti giovani che per accedere ai luoghi di studio devono fare lunghi spostamenti ogni giorno.

Ma lo stop agli abbonamenti mensili e annuali, circa 75 mila, è soltanto la punta dell’iceberg. È a rischio il biglietto unico, valido per 14 aziende, un colosso che movimenta in Campania ogni giorno più di 1,5 milioni di passeggeri con 25 mila corse bus e 2.540 treni. Rischia di tramontare un progetto ad alta valenza sociale: far pagare poco ai cittadini, aumentare l’offerta, coinvolgendo anche le fasce sociali meno svantaggiate. I tagli colpiscono l’economia di un territorio che ha un terzo degli abitanti sotto la soglia di povertà. Il sindacato accusa: «Scelta sbagliata e inaccettabile – dice Mario Salsano (Filt Cgil) – con effetti pesantissimi sugli utenti: dal 22 al 53 per cento in più per biglietti e abbonamenti».

L’assessore ai Trasporti Sergio Vetrella dice di voler mantenere la tariffa unica, «anzi la voglio estendere. Metteremo i soldi a disposizione per i servizi. Non li daremo più al Consorzio, che è un ente privato e non ha alcun contratto con la Regione, ma direttamente alle aziende attraverso comuni e province. Le aziende riceveranno poi direttamente da noi i soldi per coprire le perdite della tariffa unica». Per ora però Metronapoli e Anm senza il contributo regionale hanno detto basta alle tariffe agevolate. Il direttore del Consorzio, ingegnere Maria Antonietta Sannino, spiega: «Ho ricevuto le lettere di recesso e mi sono posta il problema: l’abbonamento è un titolo di viaggio che nel 2011 potrebbe non essere più valido. Allora cautelativamente ho sospeso». Vetrella intima: «La decisione è unilaterale e illegittima. La Sannino revochi perché la Regione ha già dichiarato che vuole salvare Unico Campania».

Con la tariffa integrata da febbraio 1995, i 250 mila utenti sono diventati 800 mila nel 2000 fino al milione e mezzo di oggi. Dal 2003 il biglietto unico da Napoli è stato esteso a tutta la regione. Gli introiti. Da 40 miliardi delle vecchie lire, ai 120 del 2000. Nel 2002 le aziende incassavano 160 milioni, e i 18 milioni di perdite venivano ripianati dalla Regione. I cittadini hanno risparmiato ogni anno 38,5 milioni di euro. Come si sblocca la situazione? Vetrella ribadisce: «L’assemblea di Unico è convocata per il 22 ottobre. Si saprà se sono tutti d’accordo a bloccare l’abbonamento annuale».

La Regione Campania e i trasporti regionali

agosto 31, 2010

La crisi della Regione colpisce anche i mezzi di trasporto locale. Ecco cosa scrive “Il Denaro”:

Trasporto pubblico regionale in ginocchio. Dal 5 settembre prossimo Trenitalia sopprimerà 32 tratte all’interno del territorio campano e altre 142 entro i primi mesi del 2011. Decisione inevitabile dopo che la Regione Campania ha dovuto ridimensionare il contratto con la società ferroviaria per mancanza di fondi. I sindacati sono in allarme, denunciano tagli alla spesa per la mobilità dei pendolari nella misura di 40 milioni di euro oltre al mancato finanziamento del consorzio Unico Campania. Previste tariffe più alte per gli spostamenti su ferro, servizio meno frequente e riduzione degli occupati nel settore. Benevento- Foggia e Napoli-Cassino, con sei corse soppresse, le tratta più colpite dal taglio imposto da Trenitalia. Via dall’elenco anche Napoli-Sapri (2 corse), Napoli-Eboli (2 corse), Salerno-Cosenza (4 corse), Caserta-Cassino (2 corse), Napoli-Caserta via Cancello (3 corse), Napoli-Caserta via Aversa (una corsa), Caserta-Salerno (2 corse) e Avellino-Rocchetta (2 corse). Nel documento trasmesso alla Regione Campania ed ai sindacati Trenitalia parla di sospensioni evidenziando una presunta temporaneità del provvedimento ma è ovvio che senza fondi diventa impossibile ripristinare almeno parte delle tratte che tra qualche giorno chiuderanno i battenti. Nella sospensione i funzionari della società che gestisce il servizio ferroviario pubblico hanno cercato di salvaguardare, laddove fosse possibile, gli orari più favorevoli alle migliaia di pendolari che ogni giorno si spostano all’interno della Campania. La situazione è da tempo all’esame dell’assessore ai Trasporti di Palazzo Santa Lucia, Sergio Vetrella, che sta cercando di reperire in qualche modo le risorse per evitare che nel giro di qualche mese le soppressioni dei treni rendano impossibile la mobilità su rotaia nel sistema regionale. Un’impresa quantomeno difficile.
En. Sen.

[tratto da: http://www.denaro.it/VisArticolo.aspx?IdArt=606689 , il neretto lo abbiamo aggiunto noi]

La Circumvesuviana e i treni-Frankenstein

agosto 16, 2010

Interessante la lettera inviata da un dipendente della Circumvesuviana al giornale Il Mattino. E’ una lettera che lascia trapelare una parte di ciò che gira attorno alla Circumvesuviana negli ultimi anni. Ma, soprattutto, è una lettera semplice che dice le cose senza molti giri di parole e suggerisce a chi di dovere le vie da percorrere nelle proprie indagini (che si spera, dato il numero di interessi coinvolti, non subiscano rallentamenti…).

Pensare che il nostro Sorrento-Napoli stracarico di persone possa essere oltretutto un treno-Frankenstein risultato dall’assemblaggio di pezzi presi un po’ ovunque o riparati all’occasione, dopo un incidente come quello che c’è stato, beh, un po’ di effetto lo fa. Già, perché ci fa immaginare quale possa essere il generale livello di sicurezza e ci fa pensare che così, accalcati uno sopra l’altro, forse rischiamo ancora di più. Chi ci garantisce la sicurezza? Chi controlla tutto questo?

Anatomia di un disastro (appello ad avviare una inchiesta come si deve)

agosto 7, 2010

Abbiamo riflettuto a lungo su cosa dire che non fosse già stato detto da mezzi di informazione, blog, stampa e da chiunque altro abbia potuto dire la propria sull’incidente avvenuto su un tratto di strada che noi di NapoliTrasporti abbiamo fatto centinaia di volte.

Noi vorremmo soltanto che per una volta lo Stato (la Regione Campania in primis), così come la Stampa locale tutta, si rendessero davvero conto di quali sono le condizioni che vivono quotidianamente dipendenti ed utenti di questo servizio, andando a fondo su temi fondamentali come la sicurezza di lavoratori, viaggiatori, treni e stazioni. E’ incredibile, ma sembra che anche nei giorni (e da un paio d’anni non sono pochi) in cui si verificano agitazioni, anche gravi, in fondo non freghi nulla a nessuno: uno sciopero diventa una lotta di dipendenti contro utenti nel silenzio quasi totale dell’informazione, interessata molto di più a scioperi di aerei (decisamente meno frequentati) o di autotrasportatori. Ma soprattutto completamente disinteressata alle ragioni che lo hanno provocato, disinteressata ad andare a fondo, come se il compito fosse di blogger di passaggio, come potremmo esserlo (anzi, lo siamo sicuramente) noi.

Quando finiscono i lavori sull’Asse Mediano?

agosto 1, 2010

Apprendiamo che nei giorni scorsi i vigili del comune di Casandrino hanno multato una povera maestra pendolare per aver superato di 1 chilometro orario il limite massimo consentito. Ci sembra un comportamento tutt’altro che tollerante: come fa la guidatrice a capire se si trova a 70 o a 71?

L’articolo che linkiamo, però, pone un altro annoso problema, di cui dalla nostre parti si parla ben poco. E cioè: quando finiranno i lavori sull’Asse Mediano? Qui qualche risorsa per chi voglia farsi un’idea:

1. Maxsomagazine
2. AmbienteVivo
3. YahooAnswers
4. PositanoNews
5. …

Cos’hanno in comune tutte queste risorse? Che sono scritte da gente comune! Sembra quasi che nessun organo di informazione serio si interessi di lavori che vanno avanti (?) da anni e anni causando problemi incredibili (e danni, forse da chiedere a qualcuno…) ai pendolari che sono costretti a percorrere questa strada.

Riprendiamo pari pari il testo del quarto link, postato il 10 aprile su PositanoNews a firma di Raffaele Pirozzi perché crediamo che sintetizzi bene lo stato d’animo di persone che non sanno più con chi protestare e che credono che le istituzioni e la giustizia siano assenti:

Sono all’incirca sette anni che migliaia di cittadini sono costretti a percorrere l’Asse Mediano– che da Lago Patria porta a Nola – attraverso le continue interruzioni per lavori in corso che oramai sono diventate quasi quotidiane. File di automobili -lunghe anche 4 o 5 Kilometri – sia all’andata che al ritorno!!!!! Insomma ogni automobilista è costretto a sostare nel traffico per circa un’ora senza alcuna possibilità di vedere il termine dei lavori. La domanda che gli automobilisti si fanno spesso è:”Perché queste interruzioni ed i relativi lavori non possono essere accorpati ed eseguiti in una sola volta e per sempre???? Ed invece no!!! Si rifà il manto stradale; poi a breve si sostituiscono i pali della luce; e poi in un’altra occasione si pensa ai guard-rail ….e cosi via. Insomma da circa sette anni è una pena continua, uno stillicidio giornaliero per i “poveri” automobilisti. Il Prefetto di Napoli conosce la situazione? E’ informato del disagio degli automobilista? Quali sono i controlli che vengono fatti per accellerare i lavori? Abbiamo l’impressione che questi lavori saranno ancora in atto per diversi anni. A noi cittadini – senza diritti – non resta che subire e pagare senza poter dire niente.

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Ma perché, quanti militari viaggiano?

luglio 16, 2010

http://napoli.repubblica.it/cronaca/2010/07/16/news/trasporti_i_tagli_della_regione_pagheranno_anche_gli_agenti-5622042/

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