Le stazioni della Circumvesuviana si trovano disseminate su gran parte dell’area vesuviana della provincia di Napoli: se ne trova anche più di una per singolo comune ma, come spesso accade a luoghi del genere, le stazioni medesime sono oggetto delle attenzioni di casi di sicuro interesse sociologico, i quali, muniti di bombolette spray (nel migliore dei casi), dedicano parte del proprio prezioso tempo ad imbrattare il bene pubblico.
Detto bene pubblico, esattamente come i vecchi treni (a proposito: ma non sono pochini i nuovi treni che stanno circolando?), si trovano spesso in uno stato non esattamente decoroso, forse per l’età, forse proprio perché la battaglia contro i barbari si è mutata nel tempo in rassegnazione, forse ambo le cose. Eppure, la Circumvesuviana viene utilizzata dai turisti per andare a vedere gli scavi di Pompei, visitare la villa di Poppea ad Oplonti, il mare di Sorrento…
Anni fa, a qualcuno venne in mente di realizzare “Le stazioni dell’Arte” a Napoli, operazione abbastanza fortunata.
In tempi di crisi, proponiamo qui una variazione povera, in stile Web 2.0.
La nostra ricetta:
- si prende un gruppo di affermati architetti ed ingegneri locali, possibilmente provenienti dall’ambito universitario (faranno da coordinatori);
- si prendono brillanti studenti laureandi in architettura/ingegneria provenienti dal territorio in cui è presente la stazione;
- si sbloccano fondi di qualche provenienza europea necessari alla realizzazione dell’opera;
- si studiano le caratteristiche delle singole stazioni;
- si pianificano interventi per il recupero ed il miglioramento (abbellimento, sicurezza, prevenzione-barbari, ecc.ecc.);
- si realizzano detti interventi;
Questo dovrebbe nella nostra opinione apportare alcuni vantaggi:
- si recuperano/migliorano le stazioni;
- il bello fa già da solo da deterrente, anche se qualche telecamera non guasterebbe;
- si mettono a lavorare studenti, dando loro qualche prospettiva professionale in più;
- si mettono a coordinare gli ingegni locali, di cui siamo ricchi, a volte senza saperlo;
- si dà lustro ad un servizio tra i più utilizzati;
- ecc.ecc.
Noi la buttiamo lì…
niente niente ci leggesse Achille Bonito Oliva…
Tag: Achille Bonito Oliva, adottiamo, architetti, Bonito-Oliva, Circumvesuviana, ingegneri, interventi, recupero, spray, stazioni
Settembre 20, 2009 alle 9:10 am |
[...] qualche volta: come risultato hai che se sei un turista non sai dove ti trovi). Nel nostro piccolo, tempo addietro abbiamo proposto un piano di recupero e se lo abbiamo fatto è perché nella nostra opinione c’è qualcosa da recuperare: [...]